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                                           Batteria dei servizi:

Posizionata sotto al sedile di guida fornisce corrente ai servizi, escluse le luci interne che sono collegate a quella del motore.

È collegata tramite un relè all’alternatore, in modo che, quando il motore è acceso, si ricarica automaticamente, mentre quando il  motore è spento si scollega dalla batteria del motore. La maggior parte dei westfalia è anche equipaggiata con un carica batterie da 8 ampere posto (nei T3) sotto la panca letto a sinistra, nei T4 sotto al frigo. Questo apparecchio carica solo la batteria dei servizi e non quella del motore.

Solitamente si utilizza una normale batteria da autovettura, quindi ad acido, a basso profilo (17,5 Cm max. di altezza) da 50-70 Amp-h. Questo tipo di batteria ha il vantaggio dei costi molto accessibili ma presenta un problema “anomalo” se montata sui Joker:

La batteria all’acido con elementi al piombo se inutilizzata tende a creare un fenomeno di ossidazione (solfatazione) che la rende inefficiente in tempi relativamente brevi, ciò significa che se compri una di queste batterie e la lasci scollegata per 7-8 mesi, molto probabilmente sarà buona … da buttar via, se invece viene utilizzata (cicli di carica-scarica) regolarmente il fenomeno della solfatazione è molto più lento, il fatto che rimanga sotto carica anche per lunghi periodi (es. lunghi viaggi o soste in campeggio allacciati alla 220) non rallenta il processo di solfatazione.

Sul joker (soprattutto nel periodo estivo) l’utilizzo di corrente prelevata dalla batteria dei servizi , è veramente ridottissimo, la pompa ad immersione ha un assorbimento basso ( 8-12 Watt) il frigo non può funzionare col motore spento e funzionando a gas l’unico assorbimento è quello della ventola che è irrisorio … senza contare che se ci si appoggia ad una struttura e si è quindi collegati alla rete elettrica, il caricabatteria basta e avanza per supplire a qualsiasi fabbisogno. Questo tende a “fare addormentare” la batteria, che rimane si sotto carica ma non viene mai scaricata a fondo. Si rischia così che quando ci sarà bisogno di corrente la batteria non risponderà o avrà degli sbalzi di tensione notevoli (come un impiegato al rientro dalle vacanze …) e ,cosa ancor più grave, la batteria potrebbe essere danneggiata in maniera permanente; si può cercare di caricarla con un caricabatteria esterno e verificare il livello dell’acido … ma il più delle volte và sostituita.

Per ovviare a questa situazione, con un intervento mirato, ci sono varie soluzioni dalle più semplici ed economiche, alle più sofisticate :

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La più semplice ma un pochino laboriosa è quella di utilizzare una batteria dei servizi uguale a quella del motore (per i servizi occorre una a basso profilo 17,5 cm) e “girarle” ogni 3 mesi, in questo modo si tiene attiva la batteria dei servizi e si fa riposare quella del motore, prolungando la vita di entrambe.

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Una soluzione molto tecnica è quella di installare una batteria dei servizi al GEL che ritarda il problema della solfatazione, purtroppo il mercato offre varie marche e modelli e non tutti sono all’altezza della situazione e visto che i costi di questi oggettini non sono certo economici non è simpatico fare scelte infelici. 

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Altra soluzione per i più tecnici è quella di eliminare la batteria dei servizi e utilizzare solo quella del motore potenziandola (almeno 80 AH) , in questo caso bisogna sapere bene quello che si sta facendo perché in caso di utilizzo eccessivo degli accessori a veicolo spento si rischia di abbassare troppo il livello della batteria e di non riuscire a far partire il motore.

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Ultima soluzione è quella di creare un ponte con chiave per batterie tra i servizi e il motore, da usare in caso d’emergenza, sia per dare corrente ai servizi, sia in caso di calo di corrente della batteria del motore, per far partire il motore.

Recentemente è stato realizzato un semplice apparecchio che elimina il problema della solfatazione alla radice. Per motivi logistici abbiamo scelto di non commercializzarlo nonostante si molto valido,

Si tratta del SOLVER (apparecchio brevettato) della EDN group, distribuito dalla NCA camping ( www.ncacamping.it )  … già il nome promette bene … 

Il principio di funzionamento è tanto semplice quanto geniale. Autoalimentandosi direttamente con la batteria crea una sovratensione ad impulsi contenente la frequenza di risonanza del cristallo del solfato di piombo, disgregandolo!

Funziona anche su batterie dove lo stato di solfatazione è già avviato e se la batteria non è in condizioni disperate la porta ad uno stato ottimale.

Siccome sono un San Tommaso e non credo ai miracoli ho preso 10 Solver nella versione alimentata a 220V e li ho fatti lavorare a 10 batterie recuperate in discarica (l’omino della discarica mi guardava malissimo poi si è avvicinato e mi ha chiesto cosa stavo facendo e dopo che gli ho spiegato la situazione mi guardava peggio di prima!) … dopo 10 giorni 6 di queste batterie erano tornate in vita! E dopo circa 3 anni da allora 2 di queste sono ancora montate su veicoli che io uso o che usano amici!

 
   
 
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